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Cosa fare con i bambini in quarantena: “Inventario dei giorni sospesi. Idee felici per tempi difficili”

Ci sono giorni che non si può proprio andare da nessuna parte. Potrebbe essere una quarantena, un “isolamento fiduciario” o magari qualche linea di febbre, che di questi tempi impensierisce non poco. Se si ha un bambino in casa, il tempo potrebbe passare più allegramente ma anche sembrare infinito. Eterni pomeriggi da riempire, con la necessità e la responsabilità di non mostrarsi troppo tristi. Ma a volte, bastano dei piccoli pensieri felici per ritrovare il sorriso: per esempio provando

  • a fare gli equilibristi tra le sedie capovolte,
  • ad adottare una lumaca,
  • a ridipingere il salotto di casa con le sagome dei Pòkemon.

Ma non va sottovalutato neanche il potenziale di attività come

  • correre tra i vasi di fiori di casa immaginando di essere in un giardino o su una collina,
  • pescare i pesciolini di gomma nella vasca da bagno,
  • risolvere una volta per tutte il grande dilemma dei calzini spaiati (facendo magari la gara a chi ne appaia di più in meno tempo),
  • scambiarsi le sedie tra grandi e piccoli (che può essere d’aiuto per vedere il mondo dalla prospettiva dell’altro).

Tutti questi suggerimenti arrivano da Inventario dei giorni sospesi. Idee felici per tempi difficili“: un albo tenero e poetico edito da Terre di mezzo, nato durante la pandemia ma adatto a tutte le “parentesi della vita”. Ricordiamo che non c’è solo il Covid in grado di tenere adulti e bambini inchiodati in un letto, purtroppo.

Il libro nasce nella mente delle autrici nel marzo 2020, all’inizio della “fase uno” della quarantena in Francia, quando Valeria Docampo si è chiesta cosa fare per rendere i giorni da trascorrere in casa meno pesanti e noiosi per la figlia di 3 anni. Così ha proposto ad Agnès de Lestrade di tenere un diario della quarantena da condividere tramite i social network. L’idea era quella di mettere in comune idee, spunti e sentimenti, in maniera empatica e non didascalica, per i bambini e i loro genitori. Per sentirsi vicini nonostante l’impossibilità di vedersi dal vivo, oltrepassando le frontiere e le restrizioni dure ma necessarie, imposte dal momento.

(Recensione pubblicata su “La Voce Alessandrina” settimanale di informazione della Diocesi di Alessandria.

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